"Senza titolo"

Mi accartoccio nel tempo,
… mentre il vento mi allontana.

 

I curl up with time
as I get carried away by the wind.


"Dreams"

I dream sometime
when the night
is day.


"G and the sea"

I see the sea
around me
I see me
around the sea.


"Favelas"

Me ne sto seduto ai margini della miseria.
La povertà mi passa accanto.
Si ferma davanti a me.
Che fare?
Ha il volto di un bambino e le mani di un vecchio.
Un turista indifferente ride.
Chissà dov'è… lui… in questo momento.


"Piantagioni multinazionali"

Caschi di banane gialle
sopra cataste di mani tese e callose.
Quintali di cacao e caffè
sopra schiene curve e scure.
Occhi neri, equatoriali…
sotto miliardi di dollari.


"Ego sum ineptia"

Non c'è tempo.
Non c'è tempo per vivere.
Alzarsi la mattina
e già chiudere gli occhi perché è calata la notte,
quando il sole non è ancora alto.

Esordire col pianto
sul palco del mondo
... e soffrire ogni giorno,
tra polvere e miseria, promesse e illusioni,
quando il sole non è ancora alto.

A chi mi rivolgo?
A chi domando?
Il senso, il motivo, il perché?
Gridato fino a scoppiare le vene,
quando il sole non è ancora alto.

Silenzio,
solo silenzio attorno a me,
rumori lontani di chi è già perduto e affannato
con il deserto nell'anima, il vuoto nel cuore,
quando il sole non è ancora alto.

Abbandonato come un cane
mi consumo lentamente
se un fato balordo e irriverente
non mi accorcia il tempo per pensare, la strada da fare,
quando il sole non è ancora alto.

Momenti di pace,
il pane spezzato tra noi, uniti alla mensa,
parole e discorsi... e strette di mano.
Arrivederci... a domani!
Quando il sole non è ancora alto.

Sereno e tranquillo?
Cammino… ignaro… nell'esistenza...
di che?
Aspetto il domani e mille cose da fare,
ma il sole impietoso è già tramontato.


"Sono sempre i poveri"

Sono sempre i poveri
che pagano i debiti dei ricchi.
Sono sempre i poveri
che sorridono e tendono una mano.
Sono sempre i poveri
ad essere disponibili in ogni momento.
Sono sempre i poveri
che amano davvero.
Sono sempre i poveri
a tacere e subire il ricatto.
Sono sempre i poveri
a donare la loro vita.
Sono i poveri…
la ricchezza del mondo.


"Palestina"

Granello nel vento.
Notte orientale.
Sento lontano un lamento.

Sangue che cola sui muri.
Venduta e tradita.
Volti di gente ferita.

La pace è lontana?
Si ferma il respiro.
Sento una voce che chiama.

C'è ancora la forza.
C'è ancora l'amore.
Si spenga per sempre il terrore.


"Oltre l'orizzonte"

Guardo oltre l'orizzonte
una linea silenziosa
e laggiù, seduto come me,
su di un sasso,
qualcuno guarda oltre l'orizzonte.
Un'altra linea silenziosa.
Ancor più lontano,
proprio come noi due,
qualcun altro,
seduto su di un masso,
guarda oltre l'orizzonte.
Una nuova linea silenziosa.
Cosa c'è oltre l'orizzonte?
Noi…
e una linea silenziosa.


"Il muretto"

La vita da una parte, la morte da quell'altra.
In mezzo un bel muretto.
Di qua sto io, un poco scamiciato,
di là la tipa… in nero doppiopetto.
Una voce, forse un sussurro…
fingo di non sentire,
ma che scherziamo!, non è proprio questa l'ora di morire.
Poco più avanti un gruppo di persone piange un'amica cara.
Si stringono l'un l'altro e attendono la bara.
Quel luogo col muretto si chiama Camposanto,
lo guardo, mi volto e affretto il passo.
Me ne vado spedito, non sono ancora stanco!


"L'indifferenza"

L'indifferenza uccide.
Lentamente.
Spietata.
Fa imputridire la mia pelle,
inaridire la mia anima
e soffoca i battiti del mio povero cuore.
Hanno riempito il mondo di indifferenza,
di povertà,
di fame.


"Dell’uom che pensa e va"

E ancor d’intorno
lo mio sguardo torvo,
come inquieto nero vecchio corvo,
porto alla ricerca del mio nuovo giorno.

E vago, con l’anima inquieta,
quell’anima che preme
e dentro forte speme,
deciso a conquistar la meta.

E passo e con il tempo vado,
con il tormento in petto
schiavo d’un mondo gretto,
guardingo che altrimenti cado.

Ma mai però mi lascio andare,
mai cedo e mollo
come animal satollo
e mi ritrovo vivo nel mio azzurro mare.

 


"Disoccupati"

Moribondi
a tempo indeterminato.

 


"Speravo"

Il silenzio mi avvolge
ma è rumoroso,
fastidioso,
provocatore.
Mi sento isolato dal corpo,
isolato dal tempo
e sperduto nella mia mente.
Cerco un segno,
un gesto.
Un’albero si agita nel vento.
Anch’io mi agito
nel vento di questa vita bufera.
Speravo la pace, un po’ di quiete.
Speravo in un segno…
un po’ di primavera.

 


"Essere"

Lascio il cuore spento.
Costa troppo ascoltarlo.
Mi nutro di egoismo di massa.
E mi nascondo vigliacco.



"Ho guardato"

Forse… sono marcio dentro
e m’imbelletto fuori.
Un po’ di trucco per non mostrare i segni
di uno scheletro putrefatto.

Apparire, ad ogni costo
e fingere a dismisura.
Falso nelle ossa e nelle vene
uomo mendace e nulla.

No!, non ho puntato l’indice,
non mi sono condannato.
Ho solo riflettuto,
ho soltanto pensato.

Ho tolto la maschera di ognuno
e ho guardato.
Ho guardato la realtà
che abbiamo adulterato.



"Consuelo"

Estoy aqui,
en mi casa,
delante de la ventana.
La sonrisa del sol
besa mis ojos.
Està la vida en esta lùz,
es la mano de Dios
que me levanta.



"E sei giunto" (A P. David Maria Turoldo)

E sei giunto alla meta.
Finalmente rinato.
Tornato alla vita.
Nato per la seconda volta.
Quella vita che hai tanto cantato,
quella vita che hai tanto invocato,
quella vita colma di pace
che qui non hai mai assaporato,
quella vita di Luce
che non ha mai illuminato le menti
lasciando sempre un angolo d’ombra
perché l’uomo non ama la luce.
Finalmente sei giunto lassù
nel seno di Abramo,
dove l’Eterno ti ha accolto per sempre.
E io ti penso quaggiù
nel tuo paese, vicino al cimitero.
In questa pianura friulana,
abbracciata dalle montagne.
Tra questi campi battuti dall’aria di bora
che giunge dal mare.
In questa giornata tersa ti penso.
E sento vive le tue parole
e mi rammarico che non tutti ti hanno accolto.
Anche tu, profeta, condannato al destino dei profeti,
nella tua piccola Patria.
Non hanno capito.
Ma ora riposi con quella pace che non ha confini.
Hai celebrato l’ultima messa,
hai compiuto l’ultimo gesto
e ora sei parte di quella Luce che hai sempre amato.
E io continuo a pensarti, qui.
E anch’io ripeto con te: benedetta povertà,
salvezza dell’uomo.
Beati davvero i poveri e gli ultimi
perché saranno proprio gli ultimi
che erediteranno il mondo.
Grazie o mio Profeta.